Martedì, 16 Agosto 2022
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Katia

La mia avventura nel mondo del teatro amatoriale iniziò in un'altra compagnia teatrale in cui ho incontrato e conosciuto Gregorio e Nadia. Quando Gregorio decise di montare il nuovo spettacolo con il GTU, Nadia, che nel frattempo era diventata la mia coinquilina, si occupò anche di una parte delle scenografie (come si usa fare in un gruppo amatoriale dove tutti devono sapere fare tutto) e si mise a cucire in casa nostra. Io e lei armate di pazienza cucimmo i lunghi drappi per la scenografia di "Pesce per quattro". Così cominciò la mia collaborazione indiretta con il GTU.

Partecipai al gruppo, in maniera attiva, nel 2006 con "E' una caratteristica di famiglia" facendo un rigido direttore di ospedale. Nel 2007 portammo in scena uno spettacolo che mi è rimasto sempre nel cuore: "Sogno di una notte di mezza estate". Interpretai una fatina e Zeppa, il capo degli artigiani. Quest'ultimo ruolo l'ho mantenuto in tutte le varie edizioni di Sogno replicate negli anni: è stato uno spasso fare questa parte, improvvisare in tutte le situazioni strane in cui ci siamo trovati.

Ne "Il lupo perde il pelo..." feci la mamma di un adolescente e la moglie di un bigamo. Dopo un periodo di pausa in cui ho aiutato in maniera indiretta (trucco, parrucco, foto), mi chiesero di unirmi per preparare "Ae fin e tornin dutis!" ed interpretare lo stesso ruolo che avevo nel 2006 in questa versione in friulano di "E'una caratteristica di famiglia". Essendo io veneta, la parte per me non è stata semplice ma tra un inghippo e una risata l'abbiamo sempre portato a casa. E' stato quindi l'ora di "Casins!" in cui interpretavo una donna delle pulizie un po' impicciona e amante delle balere.

Il teatro è un po' come una famiglia: si ride, si piange, si litiga anche furiosamente alle volte, ma ci si ama, e il frutto del nostro amore è proprio quello spettacolo che si porta in scena.