Martedì, 16 Agosto 2022
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Martina

"La vita non è che un ombra che cammina, un povero commediante che si pavoneggia sulla scena del mondo, per poi essere dimenticato." (Shakespeare, "Macbeth")

Prima del 2010, per me il teatro voleva dire semplicemente questo: da studentessa di Lingue e Letterature straniere, era sì pane per i miei denti… ma il suo significato per me non andava oltre lo studio… a cosa mi sarebbe mai potuto servire? io già sapevo che volevo insegnare… Non avevo certo bisogno di fare altro?!

Ci sono entrata per scherzo, invitata dalla regista con cui lavoravo insieme, per conoscere gente nuova, per mettermi in mostra… niente di più lontano da quello che mi aspettava! Che batosta!
Eppure, ricordo bene, l'anno dopo, quando un nuovo compagno mi chiese "perché fai teatro?" Istintivamente la mia risposta è stata "perché quando sono sul palco, io respiro".

La prima cosa che ho avuto bisogno di imparare? E' che sul palco non sono sola, che sono con gli altri… ed è fondamentale prendersi cura a vicenda, magari evitando che una lampada finisca in testa all'altro mentre recita, o che il compagno scivoli sul terreno bagnato, o magari lasciando spazio anche al compagno più timido, perché tutti abbiamo qualcosa da dire tutti abbiamo qualcosa da imparare. E questo, 10 anni dopo, posso dire che alla fine ha influenzato anche il mio essere insegnante!

Ho sempre avuto ruoli di personaggi un po' fuori dalle righe, ognuno diverso dall'altro, ma tutti hanno sempre un po' rispecchiato una parte di me che avevo dentro ma non avevo ancora portato fuori: l'arrapata, la fatina saltellante, la funzionaria pignola, la nobile spilorcia… fino ad arrivare nello spettacolo del decennale al personaggio che in quel momento era il mio perfetto ossimoro: la sarta zittella vestita di rosa, io che non so cucirmi neanche un calzino, odio il rosa, e per giunta ero al settimo mese di gravidanza, con la mia bimba che ha vissuto quella splendida esperienza con me!

E adesso? Il cuore è sempre nel gruppo, e quando posso torno, nonostante il poco tempo e la distanza. Ma torno, eccome se torno! Se non altro, per prendere ancora qualche boccata di aria fresca.