Sabato, 25 Giugno 2022
Samanta.jpg

Samanta

Io, che provo imbarazzo anche solo nel chiedere una forchetta al cameriere, faccio teatro! Ebbene sì! Le contraddizioni della vita. Perché faccio teatro? In realtà non lo so, succede e basta, lo faccio perché non potrei non farlo.

La mia storia inizia nel 2007 con il GTU, che mi ha adottata riservandomi i personaggi più svampiti... mi vengono naturali...

La mia prima recita è stata “Sogno di una notte di mezza estate” dove ho interpretato Titania, è il personaggio a cui più sono affezionata, rappresenta la mia spensieratezza. Poi sono passata a una Biancaneve “osè” con tanto di giarrettiera nel musical “Favolescion”, che vergogna cantare... o per lo meno emettere suoni simili a una canzone. Ma è nel 2008 che è arrivata lei: Viki! La più svampita e incapace di tutte, l’ ho amata! E con lei anche lo spettacolo “Rumori fuori scena”. Sono poi passata per “Attento alla cioccolata, Callaghan”, “Capitano, c’è del ghiaccio nel mio tè”, “Io con te ho chiuso” e il cortometraggio “Tempo finito”. Poi è stata la volta degli spettacoli in friulano “Ae fin e tornin dutis” e “Casins”, spettacoli che mi hanno lasciato l’allegria di spettatori sempre calorosi e accoglienti e il sapore di famiglia che c’è nei teatri di paese.

Il teatro è un luogo magico, dove il mondo ti guarda e non ti senti giudicato. Stare sul palco e sentire il calore dei fari sparati in faccia è una sorta di ricarica energetica.

C’è solo un piccolo problema, per quell’ora di gloria si passa l’intero pomeriggio a caricare e scaricare furgoni, truccare e struccare attori, montare e smontare scenografie, domeniche passate a provare, dopocena passati a ripassare la memoria... eppure io non sono ancora riuscita a smettere.